lunedì 13 giugno 2011

NOVARA PADOVA 12/06/2011




GRAZIE RAGAZZI
NOVARA, 12 GIU – Il Novara è in serie A! Il prossimo anno gli azzurri giocheranno con Milan, Inter, Juve, Roma, Napoli, etc., e non saranno partite amichevoli o gare di coppa Italia.


La vittoria, nell’euforica concitazione del momento, ha sempre il difetto di vedersi appiccicare troppe firme. Ecco allora chi, domenica 12 giugno 2011, ha davvero vinto.

Ha vinto De Salvo. L’imprenditore che ha concepito il Novara Calcio come progetto a 360°, come azienda da costruire dalle fondamenta e portare al successo, con investimenti importanti e al tempo stesso oculati.

Con lui il Novara ha smesso di essere un taxi, dal passato glorioso ma un po’ scassato e usato per la convenienza del momento, ed è diventato invece un’ammiraglia fiammante e nuova di zecca, pensata e costruita per suscitare l’ammirazione degli astanti.

La costruzione del centro sportivo di Novarello, la nuova organizzazione societaria, l’introduzione del sintetico, l’attivazione di appositi canali e percorsi di marketing sono state scelte vincenti. Ad esse si è affiancato, sul piano più strettamente sportivo, quello che è stato l’autentico colpo da maestro dell’amministratore delegato del Novara: la nomina, nel 2009, di Pasquale Sensibile quale nuovo Ds del club.

Ha vinto Sensibile. Il demiurgo di questo straordinario Novara Calcio. Ha avuto a disposizione un budget importante, che lui però ha saputo gestire al meglio. I coni d’ombra di Gigliotti (Emmanuel) e il rendimento incerto di Pinardi sono ora spazzati via dal fragore dei risultati, che sono tutti dalla sua parte. Ha monetizzato Gonzalez nel momento migliore, assicurando al Novara talenti quali Ujkani e Morganella.

Una guida sicura, ben oltre le dinamiche del calciomercato: nei frangenti di difficoltà la sua voce, autorevole e decisa, si è fatta sentire.

Ha vinto Tesser. Un signore nel modo del calcio di oggi. Meno appariscente ed acclamato di altri suoi colleghi. Ma lui non è personaggio da circo: allena e basta. Per nostra fortuna, lo fa davvero bene. Lavora con grande professionalità e serietà. Sa infondere determinazione nei suoi uomini come pochi. Sa dare serenità all’ambiente. Sa trasformare dei ragazzi che giocano a pallone in una famiglia. Sa insegnare dei valori.

Tesser lascia agli altri le panchine d’oro e tiene per sè i risultati. E se il mondo mediatico del calcio odierno, che ha la tendenza a prediligere gli effetti speciali alla sostanza, non gli tributa il doveroso omaggio, poco importa: alla fine ci pensa l’albo d’oro a stabilire i giusti meriti.

Hanno vinto i giocatori. Perchè, dopo aver detto di società, dirigenti e allenatore, sono loro che -ogni maledetto sabato- sono andati in campo a sputare sangue per arrivare a toccare con mano questo traguardo. Gonzalez, il postino di Tandil che s’è messo a imbucare gol nei campi di mezza Italia. Bertani, il bomber esploso a 30 anni che ora tutti conoscono anche nei bar romani. Lisuzzo, il sindaco, roccioso e impenetrabile baluardo della difesa. Rigoni, senza il cui prodigio in Novara-Reggina non saremmo qui a scrivere queste righe. Gemiti, che in un attimo ha recuperato da una frattura alla tibia manco fosse un X-Man con il gene della guarigione. Ujkani, il portierone che ha la tendenza a tirare giù la serranda e buttare via la chiave. Simone Motta, prezioso mutaforma, a volte attaccante, a volte trequartista. Rubino, capitano di mille battaglie. E poi, naturalmente, tutti gli altri, non meno importanti: Ludi, Morganella, Porcari, Marianini, Fontana, Gheller, Centurioni, Scavone, Pinardi, Parola, Coubronne, Gigliotti, Drascek, Shala, Lanteri. Di tutti si potrebbe e dovrebbe dire qualcosa, per tutti ci limiteremo ad usare una sola parola: eroi.

Hanno vinto i tifosi. Anche nei momenti di maggiore difficoltà, i tifosi del Novara non hanno mai fatto mancare il loro appoggio alla squadra. Parliamo della stragrande maggioranza dei tifosi, di quelli veri, che hanno il Novara nel cuore. Loro più di tutti meritano di salire sul carro dei vincitori. Senza il loro sostegno, indefesso e costante, gli azzurri non sarebbero riusciti a svincolarsi dalle secche di inizio 2011, quando le esaltanti vittorie della prima parte di stagione sembravano lasciare spazio ai rammarichi e ai rimpianti.

Il Novara Calcio è in serie A. Godiamoci la festa.
Info tratte da http://www.oknovara.it/